Economia della truffa

La fine dell’”era del consumismo” (1950-2000) ha comportato svariati effetti nell’economia globale. La fine dell’era del consumismo coincide con la fine del modello industriale taylorista-fordista che ha dominato per tutto il XX secolo.

Il modello taylorista-fordista, cioè l’industria concepita per fornire prodotti a “masse di consumatori” ha funzionato fino a quando si sono sviluppate la “classe media” e la “classe operaia”, soprattutto nel nord del mondo. La   famosa automobile  FORD modello T ha contribuito alla crescita dell’industria automobilistica, prima quella statunitense poi quella mondiale, grazie al principio “ pago meglio i miei operai, affinché essi possano permettersi di acquistare i miei prodotti”, innescando un circolo virtuoso nell’economia. E’successo anche in Italia, con il “miracolo economico” degli anni ’50 e ‘ 60 del secolo scorso, anche se le migliori paghe degli operai italiani sono state il frutto di dure lotte politiche e sindacali e non conseguenza della lungimiranza imprenditoriale locale.

In poche parole, per tutto il XX secolo (in particolare per la seconda metà) l’economia del nord del mondo, dei paesi cosiddetti “occidentali”,  è cresciuta grazie alla catena di montaggio ed al basso costo del materie prime, provenienti in larga parte anche dal sud del mondo.

Negli anni ’70 il meccanismo ha cominciato ad incepparsi.  La crisi petrolifera seguita alle guerre arabo-israeliane ha fatto salire il prezzo del petrolio. Lo stesso è accaduto per altre materie prime provenienti dai paesi una volta colonie oggi indipendenti.

Nel frattempo sono cresciute le retribuzioni degli impiegati e degli operai dei paesi “ricchi” e si è andati progressivamente alla saturazione dei mercati di questi paesi. La crisi della borsa di New York del 2000, e quella ancora più pesante del 2007-2008, hanno messo in luce un fatto di cui ancora oggi si parla poco: il crollo della redditività di banche ed imprese, crollo dovuto anche, se non soprattutto, alla saturazione dei mercati e dalla progressiva scomparsa della “classe media” nei paesi ricchi.

Le imprese, per recuperare redditività hanno delocalizzato e  tutt’ora delocalizzano, prima in Cina, poi in altri paesi asiatici ed ora in Africa, alla disperata ricerca di manodopera sempre più a buon mercato. Nel frattempo avanza l’automazione, sia attraverso i robot industriali che attraverso software sempre più intelligenti. Tutto ciò fa scendere  i livelli occupazionali in Europa, facendo scendere anche i salari.

Cresce la classe media in Cina e in India e negli altri paesi asiatici e africani dove vengono delocalizzate le produzioni, ma,  al momento, i consumi della nuova classe media non compensano  il calo dei consumi della “vecchia” classe media “occidentale”.

A livello socio-economico in Italia  stiamo tornando indietro di almeno 50 anni. Meno lavoro, lavoro più precario e salari più bassi stanno impoverendo la popolazione, che non “consuma” più come prima, creando, questa volta, un “circolo vizioso”.

L’economia del XXI secolo è ormai impostata  su due  fattori: da una parte assistiamo alla crescita sempre più esponenziale delle  grandi multinazionali statunitensi (Amazon, Google, Microsoft, Apple, Facebook) e cinesi che stanno monopolizzando numerosi settori economici e gran parte degli  scambi commerciali; dall’altra, tutti gli altri attori, che vedono erosa la loro redditività, alcuni dei quali  hanno dato vita all”economia della truffa”:

  1. In tempi di bassi tassi di interesse, le grandi banche devono arrampicarsi sugli specchi per garantire margini operativi, e allora alcune di esse si inventano prodotti finanziari farlocchi da piazzare al risparmiatore sprovveduto (la maggioranza): ancora ci dobbiamo leccare le ferite dei recenti fallimenti di numerose banche italiane ; quando non ci sono comportamenti truffaldini, assistiamo all’aggiunta di prodotti non richiesti e balzelli di ogni genere  sui nostri estratti conto bancari.
  1. Idem per le imprese di telecomunicazioni:   esse cercano di circuirci e di attrarci attraverso accattivanti promozioni e sconti per attivare nuovi  abbonamenti. Alla minima distrazione, ecco spuntare sulla bolletta costi aggiuntivi, servizi non richiesti, in particolare per quanto riguarda la telefonia mobile.
  1. Anche il mondo dell’automobile non si sottrae a questa logica. Qui non parliamo di truffe: la concorrenza sempre più spietata induce molte case automobilistiche ad abolire la vendita per contanti. Vale a dire che non è più possibile acquistare un’autovettura “cash”, ma solo esclusivamente a rate,  attraverso la società finanziaria della casa costruttrice. L’utile che l’azienda produttrice non realizzerà sulla vendita del prodotto automobile, lo realizzerà attraverso gli interessi lucrati sul finanziamento. Niente di illegale,  l’importante però è essere “consumatori” consapevoli.
  1. Anche quando dobbiamo acquistare un viaggio aereo, ci troviamo di fronte ad una selva di offerte, molte delle quali molto accattivanti, salvo scoprire poi dopo che oltre alla tariffa base dobbiamo anche pagare numerosi altri servizi, opportunamente semi-nascosti durante la procedura di acquisto. Alcune compagnie aeree, per fortuna, iniziano a distinguersi dalla concorrenza fornendo un prezzo “definitivo” già in fase di acquisto.

Si possono fare altri esempi di questo tipo. L’economia sta profondamente cambiando. Spesso si dice anche che quando ci abboniamo o acquistiamo un prodotto/servizio nel web, se il prodotto/servizio è gratis vuol dire che il “prodotto siamo noi”.

I parametri che erano validi nel XX secolo, ora non lo  sono più , ma non ce lo hanno detto al telegiornale.

Gli USA sono cresciuti negli ultimi dieci anni grazie alle multinazionali (Apple, Facebook, Amzon, Google) che macinano utili, grazie alle delocalizzazioni ed alla defiscalizzazione applicata alle sedi legali dei  paesi dove operano  ( come Irlanda, Lussemburgo, Malta). Ma è una crescita che ha pochi “fondamentali”, basata più sulla finanza che sull’industria.

L’Europa cresce poco o niente,  la Cina cresce (ufficialmente al 6%) ma molto meno rispetto al passato . Il resto dell’Asia cresce, ma non abbastanza per compensare.  L’Africa ed il sud America arrancano.

In “occidente”, i  ricchi diventano sempre più ricchi, il ceto medio lentamente scompare, i poveri diventano sempre più poveri.

Per far ripartire l’economia mondiale occorre redistribuire le ricchezze accumulate negli ultimi tre decenni: recentemente alcuni miliardari statunitensi, andando controccorrente, hanno affermato che occorre aumentare le tasse ai ricchi, proprio per permettere una redistribuzione della ricchezza. Se i cittadini non hanno soldi,  non “consumano” e l’economia cresce dello zero virgola.

E dobbiano tutti diventare cittadini e “consumatori” consapevoli. E metto “consumatori” tra le virgolette, perché fra qualche decennio non rimarrà quasi più nulla da “consumare”.

Fare parte di una società complessa come quella contemporanea comporta che il cittadino debba informarsi ed istruirsi, per partecipare alla vita sociale e politica e per poter “votare con il  portafoglio”,   come dicono alcuni economisti avveduti.

Acquistando un prodotto o un servizio (o non acquistandolo se esso è gratuito,  o se faccio una consapevole scelta di NON-acquisto) io faccio una scelta: scelgo il fornitore, scelgo il prodotto-servizio in funzione delle sue prestazioni e del suo prezzo, ne sono, in definitiva, anche corresponsabile.

L’economia mondiale potrà cambiare se i cittadini saranno capaci di scegliere consapevolmente. Oggi purtroppo non è così: nonostante che  tutti in tasca o in borsa abbiamo un potentissimo strumento (lo smartphone) che ci permette di accedere in tempo reale a tutto il sapere umano, in pochi lo usano al meglio. Buona parte delle persone lo usa prevalentemente per accedere ai social networks e per giocare. Molti, purtroppo, lo usano mentre guidano un autoveicolo o un motoveicolo, causando l’incremento dell’incidentalità stradale, dei morti  e dei feriti gravi.

Per combattere l’”economia della truffa” e per ricercare nuovi modelli di sviluppo umano, dobbiamo diventare cittadini informati e   cambiare i nostri stili di vita.

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