Migranti

Il governo Conte-Salvini-Di Maio ha cambiato le “regole d’ingaggio” nei confronti dei migranti che attraversano il Mediterraneo per cercare fortuna in Europa. Per il momento registriamo il caos nella gestione dei soccorsi. L’estate 2018 si prevede sarà molto calda, su questo fronte.

Immigrazione: a Salerno nave Etna con oltre 2mila profughi

Da una parte è stata data una salutare “scossa” alle nazioni europee, che da anni non fanno nulla, salvo dare all’Italia una generica “pacca sulla spalla”.

Dall’altra, l’Italia è passata troppo repentinamente da “accogliamoli tutti” a “respingiamoli tutti”.

Passano gli anni e la Grande Migrazione continua, anche perché non ne sono state rimosse le cause. Cause che nascono da secoli di colonizzazione e neo-colonizzazione, che hanno stremato il continente africano e molte altre zone del sud del mondo. Cause legate anche alla demografia: la popolazione mondiale cresce di circa  75 milioni di unità all’anno, in gran parte da Asia e Africa.

Stefano Allievi, docente presso l’Università di Padova, ha pubblicato recentemente sul settimanale l’Espresso (numero 28 / 8 luglio 2018) un articolo dal titolo “Facciamoli entrare con il passaporto”. Dobbiamo superare la legge Bossi-Fini, che blocca sostanzialmente l’immigrazione legale. Dobbiamo ripristinare le quote di immigrazione legale, stabilendo ogni anno quanti immigrati possono entrare nel nostro paese. Sono mesi che l’ISTAT ed altre istituzioni ci ricordano che la popolazione italiana è in calo demografico: ogni anno ci sono più morti che nuovi nati.

Facciamoli entrare con il passaporto vole dire anche consentire l’immigrazione legale di stranieri che hanno un titolo di studio e/o una professione, che hanno un mestiere che in Italia nessuno vuole più fare (come ad esempio il macellaio/disossatore nei mattatoi), che hanno una qualifica spendibile nel mercato del lavoro italiano. Anche perché se continuiamo ad esportare laureati e ad importare lavoratori senza titolo di studio,  l’ Italia si avvicinerà sempre più all’Africa e si allontanerà dall’Europa.

Questo non risolverà magicamente l’emergenza degli sbarchi o dei gommoni nel Canale di Sicilia, ma ridurrà la pressione alle nostre frontiere e prosciugherà il traffico degli esseri umani.

Occorre quindi definire urgentemente una nuova politica di accoglienza, basata su immigrazione controllata e legale, facendo accordi con i vari Paesi africani ed asiatici di provenienza, e nel contempo aumentare la severità nel bloccare l’immigrazione clandestina.

Il tutto con il consenso e la collaborazione dell’Unione europea; e questa è la parte più difficile.

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