Neocolonialismo

In questi giorni  (fine aprile 2017) in Italia infuriano le polemiche sulla vicenda denunciata dal procuratore di Catania Carmelo Zuccaro, in merito ai presunti rapporti tra le ONG che salvano i migranti nel Canale di Sicilia ed i trafficanti di esseri umani.

E’ possibile che alcune piccole ONG  siano finanziate dagli scafisti, ma la maggior parte operano in buona fede, specialmente quelle più grandi e famose, che lavorano in stretto coordinamento con la Guardia costiera italiana. Queste ONG hanno salvato da morte certa migliaia di migranti (che continuano comunque ad affogare).

Sono  anni che si parla della “Grande migrazione” che fa fuggire milioni di persone da Africa e Asia, per cercare riparo e speranza di vita in Europa. Ma quasi tutti si soffermano sugli effetti e quasi nessuno parla delle cause del problema e di come risolverlo.

mappamondo

Come al solito, il saggio indica la Luna, ma lo stolto si sofferma sul dito che indica la Luna.

Se ho una malattia e mi occupo solo dei sintomi,  non guarirò mai, perché non vado ad affrontare l’origine della malattia, che può essere ambientale, genetica, psico-somatica, batterica, virale, e chi più ne ha più ne metta.

Del   tema “migrazioni”,  si parla  di come impedire che i migranti arrivino in Italia, di smistarli in giro per l’Europa, di dove eventualmente metterli, di cosa fargli fare , delle malattie che eventualmente trasmettono, della criminalità che porterebbero,   ed alla fine, ma solo alla fine,  di “farli restare a casa loro”.

Ecco, la soluzione è “farli restare a casa loro”. Ma come? La cosa si complica. Ne scriverò più avanti.

Nel  frattempo la questione “migranti” è un’emergenza sociale, sia per i migranti che per i cittadini italiani. I migranti,   che continuano ad arrivare a centinaia di migliaia, devono essere alloggiati, nutriti, le loro richieste di asilo politico devono essere eventualmente accolte. Sappiamo che coloro che hanno diritto di asilo sono una ristretta minoranza (sono quelli che vengono da Siria, Eritrea, Iraq, Afghanistan), mentre gli altri sono considerati “migranti economici” (come se fuggire dalla guerra e fuggire da fame, miseria, malatti, dagli attacchi di Boko Haram,  fosse differente). La maggior parte delle domande di asilo NON viene accolta (dopo 18-24 mesi) e dove vanno i migranti? Restano in Italia.

Le frontiere con la Francia, la Svizzera, l’Austria e l’ex-Jugoslavia sono bloccate (o quasi-bloccate) e di conseguenza  i migranti non possono raggiungere il nord Europa, dove ci sono più possibilità di trovare lavoro  (e dove tentano il ricongiungimento familiare). E quindi restano in Italia.

Non bisogna essere dei geni per capire che se continuano ad arrivare centinaia di migliaia di migranti,  che restano bloccati  in Italia, prima o poi ci saranno guai grossi. Abbiamo già assistito a proteste di abitanti di alcuni comuni italiani, che hanno fatto barricate per l’arrivo di qualche decina di migranti; cosa succederà quando le prefetture  ne invieranno  500/1000 alla volta?

Soluzioni? Nessuna. Oppure non praticabili.    Come ad esempio : rimandiamoli indietro! Indietro dove? La Libia, come la Somalia, non esiste più,  è un non-stato. Con chi facciamo accordi, se  lo stato libico non esiste più?

L’Unione europea non vuole affrontare il problema. Gli stati europei NON sono disponibili ad accogliere i migranti, e lasciano la “patata bollente” in mano a Grecia e Italia. Ci sono ancora decine di migliaia di migranti bloccati tra Turchia e paesi balcanici, che hanno trascorso  un durissimo inverno al gelo.  E poi dobbiamo dare alcuni MILIARDI di Euro al dittatore  turco Erdogan, per tenere bloccati i profughi siriani.

E l’ONU? L’ONU purtroppo è un ente inutile, così come era un ente inutile la Società delle nazioni (il suo predecessore), che infatti non ci ha salvati dalla Seconda guerra mondiale.

Che fare?

Facciamoli restare a casa loro (i migranti). Detta così sembra facile.                                       Alcuni propongono:  facciamo un “piano Marshall” per l’Africa (facciamo un po’ di elemosina, come abbiamo fatto negli ultimi 70 anni) e li facciamo restare a casa loro.

Ma non è con l’elemosina che li “faremo restare a casa loro”, così come non è con l’elemosina che si sconfigge la povertà in Italia, in Europa e nel mondo.

Come recita  il famoso aforisma: se do’ ad un affamato un pesce, lui si sfamerà per un giorno; se gli insegno  a pescare, lui mangerà per tutta la vita.

Africa 1914

Dal 1945 ad oggi abbiamo inviato in Africa centinaia di miliardi di Euro in “aiuti”, aiuti che hanno risolto poco o per nulla i problemi degli africani. Aiuti che sono finiti in gran parte nelle tasche delle oligarchie al potere negli stati africani, se non addirittura ad ingrassare le varie fazioni di guerra/guerriglia/terrorismo che imperversano in tutta l’Africa. Noi inviamo l’elemosina, mentre dall’altra parte rapiniamo  le ricchezze dell’Africa.

Le prime guerre africane degli anni 1950-1970 dello scorso secolo,  erano guerre di liberazione per uscire dal giogo della colonizzazione. Si sono formati i primi stati “indipendenti” africani. Poi sono scoppiate le guerre civili, all’interno degli stati o tra stati vicini, guerre fomentate dalle potenze occidentali (Europa, USA) per riprendere  il controllo degli ex-stati coloniali e riprendere il controllo del commercio delle materie prime di cui è ricca l’Africa. Emblematica la storia degli stati dell’Africa equatoriale: la Repubblica”democratica”del Congo è in una perenne guerra civile ( con drammatiche ricadute sui vicini Ruanda e Burundi ) per l’accaparramento di rame,oro,  argento, zinco,stagno,  uranio.

Buona parte dell’Africa occidentale è ancora sotto il controllo della Francia, compresa l’Algeria.

Il controllo dell’Africa da parte del nord del mondo è il grande  problema. Oltre ad Europa ed USA, nel corso della “Guerra fredda” si è inserita l’ Unione sovietica (ora Russia), specialmente in Angola e Mozambico. Dal 1980 in poi abbiamo assistito ad una forte presenza della Repubblica popolare cinese, che scambia materie prime con infrastrutture (ed influenza geopolitica).

Tutto ciò si chiama NEOCOLONIALISMO                                                                  https://it.wikipedia.org/wiki/Neocolonialismo

Gli stati africani sono formalmente indipendenti, ma in realtà le oligarchie al potere negli stati fanno gli interessi delle potenze del nord del mondo. Le oligarchie si arricchiscono, grazie alle tangenti fornite dalle multinazionali per accaparrarsi le materie  prime (ne sappiamo qualcosa anche noi in Italia, ci sono vari procedimenti giudiziari in corso) o per le forniture di sistemi d’arma. Nel frattempo alle popolazioni locali arriva poco o nulla e la gente resta nella miseria più nera. I soldi delle ricchezze vanno ai vari dittatori ed alle multinazionali.

Già, questa è la dura realtà: prendiamo le materie prime, i proventi  non arrivano alle popolazioni e gli vendiamo pure le armi per farli meglio scannare tra loro.

E ancora ci meravigliamo che milioni di persone fuggono da guerre, fame, malattie (come la malaria e AIDS), miseria, disperazione? Poi la miseria e la disperazione incrementano la crescita demografica: lo sanno tutti che dove c’è benessere e sviluppo si fanno pochi figli, mentre dove c’è la miseria e l’ignoranza si fanno tanti figli, nella speranza che qualcuno sopravviva per aiutare i genitori quando saranno vecchi (l’ignoranza poi non permette l’uso dei metodi contraccettivi).

Se non affrontiamo il problema, la crescita demografica farà raddoppiare  gli abitanti dell’Africa nel giro di pochi decenni. Ogni commento è superfluo.

Allora , che fare?

Dobbiamo farci carico delle nostre responsabilità storiche: prendiamo atto di quello che abbiamo causato all’Africa. Facciamo un grande “mea culpa”. Poi rimbocchiamoci le maniche. Smettiamo di rapinare le ricchezze africane: i proventi del  petrolio, del gas, dell’oro, dell’argento e di tutte le materie prime devono essere REDISTRIBUITI alle popolazioni.

Smettere di rapinare l’Africa vuol dire che noi dobbiamo anche cambiare un poco i nostri stili vita iper-consumistici ;  dobbiamo usare  meno l’automobile, dobbiamo comprare  meno prodotti inutili al supermercato, dobbiamo produrre meno rifiuti.

La redistribuzione della ricchezza consentirà agli africani di avere un minimo di reddito, si formerà una classe media, l’Africa diventerà un paese importatore oltre che esportatore, come sta succedendo in Cina. Questo consentirà la ripresa dell’economia mondiale, che oggi e FERMA.

Allora si che gli africani resteranno a casa loro. Lo stesso ragionamento vale per il Medio Oriente  e per l’Asia in generale (ad esempio Bangladesh).

Qualcuno dirà: per fare tutto ciò ci vorranno molti anni! Sono d’accordo, ma se mai incominciamo, ma i risolveremo il problema.

Se non facciamo questo, i movimenti populisti e razzisti  prenderanno il sopravvento, ci sarà la caccia allo straniero, la gente inferocita chiederà l’arrivo di un “salvatore della patria”. Un tragico film già visto in Italia ed in Europa; si chiama FASCISMO E NAZISMO.

 

 

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