La grande truffa

Siamo all’inizio di una nuova recessione?

Così si ha detto un giornalista nel corso di un TG della sera di oggi 15 gennaio 2016,  a fronte dell’ennesimo crollo delle borse e dell’ennesimo  calo del prezzo del petrolio.

Questo “genio” dell’economia non si è accorto che siamo già da 25 anni  in recessione? Non si è accorto che con il  crollo del Muro di Berlino è crollato anche un sistema economico mondiale basato solo sui mega-consumi USA e delle nazioni alleate?

Ma queste cose non le dicono, non se ne sente parlare (tranne da parte di qualche sporadico “addetto ai lavori”).

E allora basta, smettiamola di ascoltare questi TG inutili, che dicono banalità, se non peggio. E cerchiamo di far lavorare le notre teste, cercando,  nei meandri del’informazione ma soprattutto nella vita reale, le vere notizie interessanti.

E’ crollato il prezzo del petrolio? Dovremmo essere contenti, noi popolo di produttori industriali e di grandi automobilisti. Invece c’è qualcuno che spera che il prezzo del petrolio torni a 100 dollari al barile!!

La produzione cinese è diminuita? Ma và, che notizia! non me lo sarei mai aspettato! Come fa la Repubblica popolare cinese a mantenere un elevato tasso di crescita dell’economia, come nei trent’anni precedenti, se SONO DIMINUITI I COMPRATORI?

Il Giappone è fermo da 20 anni e compra poco. L’Europa è ferma da 10 anni e compra poco. Gli USA fanno finta di ripartire, ma sono fermi pure loro.  Venezuela, Brasile, Russia sono allo stremo, avendo basato il loro  sviluppo economico su petrolio e gas. La stessa Arabia Saudita, che ha contribuito a far scendere il prezzo del petrolio, deve tagliare i  benefit per i propri cittadini,  a seguito delle minori entrate statali.

Per fare ripartire l’economia, o troviamo un’altra “America” da “scoprire” (ma che non c’è) o dobbiamo dare a tre miliardi di persone un reddito dignitoso. Questi tre miliardi di persone, con i loro “bisogni” primari rimetteranno in moto l’economia per i prossimi 100 anni.

L’alternativa? Guerre e sofferenze,  anche per noi ricchi abitanti del nord del mondo.

 

 

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